Paure e pregiudizi: quando l'identità diventa bersaglio
Il più grande limite di questa società risiede nella paura del diverso, “dell’etero” rispetto a me.
Inizierei ad esempio a parlare di “Etero-fobia” più che di “Omo-fobia”
Tutto ciò è figlio di un substrato sociale fatto di ignoranza, ignoranza umana, ignoranza “dell’altro”, ma soprattutto “dell’altro diverso da me”. E’ proprio su questo concetto di “diverso da me” che vorrei proporre una riflessione un po’ più profonda da parte del lettore. Bisognerebbe, a mio avviso, provocatoriamente, cambiare anche le parole che sono al centro di queste battaglie, tornando non solo in questo caso al vero significato delle stesse. Un’indagine etimologia e il tornare ad una maggior comprensione delle parole e dei loro significati potrebbe essere molto benefica per questa società, che sempre meno si sofferma sui significati, sui concetti, e sui valori espressi tramite quei concetti.
Se ci pensiamo, nonostante si parli di libertà ad ogni pie’ sospinto, ciò che manca di più nel substrato culturale della nostra società, è la possibilità di esprimersi, di essere se stessi, di dire ciò che veramente si pensa, e persino di volersi bene per come si è. E ciò nelle società industrializzate è evidente sin da piccoli, intruppati sempre di più nelle “attività” che i genitori decidono per i loro bimbi, affinchè sin da subito pongano le basi per un futuro “di successo”, o che comunque facciano sì che siano apprezzati dalla loro “cerchia” sociale.