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Le interviste

Omo o Etero fobia?

Paure e pregiudizi: quando l'identità diventa bersaglio

Ormai sempre più spesso si sente parlare di Omo-fobia, anche perchè i casi di violenza nei confronti della comunità omosessuale purtroppo non mancano mai. Tutto ciò è figlio di un substrato sociale fatto di ignoranza, ignoranza umana, ignoranza “dell’altro”, ma soprattutto “dell’altro diverso da me”.
Il più grande limite di questa società risiede nella paura del diverso, “dell’etero” rispetto a me.
Nome e Cognome
Tutto ciò è figlio di un substrato sociale fatto di ignoranza, ignoranza umana, ignoranza “dell’altro”, ma soprattutto “dell’altro diverso da me”. E’ proprio su questo concetto di “diverso da me” che vorrei proporre una riflessione un po’ più profonda da parte del lettore. Bisognerebbe, a mio avviso, provocatoriamente, cambiare anche le parole che sono al centro di queste battaglie, tornando non solo in questo caso al vero significato delle stesse. Un’indagine etimologia e il tornare ad una maggior comprensione delle parole e dei loro significati potrebbe essere molto benefica per questa società, che sempre meno si sofferma sui significati, sui concetti, e sui valori espressi tramite quei concetti.
Inizierei ad esempio a parlare di “Etero-fobia” più che di “Omo-fobia”

Tutto ciò è figlio di un substrato sociale fatto di ignoranza, ignoranza umana, ignoranza “dell’altro”, ma soprattutto “dell’altro diverso da me”. E’ proprio su questo concetto di “diverso da me” che vorrei proporre una riflessione un po’ più profonda da parte del lettore. Bisognerebbe, a mio avviso, provocatoriamente, cambiare anche le parole che sono al centro di queste battaglie, tornando non solo in questo caso al vero significato delle stesse. Un’indagine etimologia e il tornare ad una maggior comprensione delle parole e dei loro significati potrebbe essere molto benefica per questa società, che sempre meno si sofferma sui significati, sui concetti, e sui valori espressi tramite quei concetti.

Se ci pensiamo, nonostante si parli di libertà ad ogni pie’ sospinto, ciò che manca di più nel substrato culturale della nostra società, è la possibilità di esprimersi, di essere se stessi, di dire ciò che veramente si pensa, e persino di volersi bene per come si è. E ciò nelle società industrializzate è evidente sin da piccoli, intruppati sempre di più nelle “attività” che i genitori decidono per i loro bimbi, affinchè sin da subito pongano le basi per un futuro “di successo”, o che comunque facciano sì che siano apprezzati dalla loro “cerchia” sociale.

E allora iscrizioni a non finire ai corsi sportivi più disparati, e non solo, senza lasciar loro nemmeno quasi un’ora più libera, agende fittissime, da far invidia agli adulti. Poi, diventando più grandi, l’iscrizione a certe scuole, spesso più volute dai genitori che dai figli, e poi via verso carriere omologate, da avvocato, da commercialista, da imprenditore, a seconda spesso della tradizione famigliare.
E se questo vale per i ceti diciamo più alti...
(anche se fa ridere parlare ancora di ceti nel 2024, ma purtroppo è così), l’omologazione vale per tutti i ceti, è assolutamente trasversale. Un po’ in tutto il mondo industrializzato, nelle fasce diciamo più popolari della società, appartenere ad un certo modo di pensare e di agire è essenziale per non finire ghettizzati. E i simboli di omologazione sono parecchi, dalla semplice sigaretta, che nasce per gioco ma che poi ti rovinerà la vita, dai simboli del machismo (anche in ambito comportamentale) per non sembrare gay agli occhi dei compagni, alla cintura o alle scarpe firmate, fino ad arrivare in certi ambienti all’adesione alle “gangs”. Prendiamo anche ad esempio la carriera di un manager, spesso se la persona è troppo diretta e dice ciò che pensa nemmeno esiste una carriera, e per far sì che ve ne sia una quasi sempre occorre omologazione nel modo di vestirsi, nel modo di atteggiarsi, di reagire al capo, nel modo di lavorare, nel modo di rapportarsi ai colleghi, fino quasi al modo di pensare.
Non c’è niente da fare, è il DIVERSO che fa paura
Etimologicamente parlando l’ETERO da noi. Più che di Omo-fobia bisognerebbe forse iniziare a parlare di Omo-filia, se non di Omo-follia, perchè se esiste una forma certificata di follia sociale, sul lungo periodo, è proprio quella dell’Omo-logazione, perchè dove le persone sono tutte omo-logate non ci può essere vero progresso, perchè non si dà spazio a nuove idee, a novi punti di vista. E tutto parte da qui, dalla volontà e dal coraggio di capire e quindi accettare il DIVERSO, e il resto è solo una conseguenza. E allora vedremo che il diversamente abile, l’omosessuale, il povero, il malato, lo straniero e tutto ciò che è diverso da noi e in qualche modo mette in discussione le nostre certezze “cristalline” (cristalline perchè ci appaiono così chiare ma anche perchè sono così fragili, e si possono rompere se solo iniziamo a metterle in discussione, ragionando col nostro cervello) non ci apparirò più cosi “incomprensibile!”. così “spaventoso”, nè così “inaccettabile”. Torniamo forse a capire ancora un poì di più quel “Think different” del grande Steve Jobs, e che non vale solo a livello economico e aziendale, ma anche e soprattutto forse a livello sociale. Se vogliamo davvero cambiare questa società, dobbiamo iniziare ad avere il coraggio di pensare “differente”.

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