Sai che gli atleti si preparano anche a livello psicologico?

 


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Hai mai notato cambiamenti che migliorano o peggiorano la performance agonistica di un atleta?   Ti spiego perché accade!

Nelle prestazioni sportive, soprattutto tra gli atleti di alto livello, si notano spesso cambiamenti che possono portare ad un peggioramento o un miglioramento della performance agonistica.

Questo fenomeno può essere spiegato con la presenza di componenti psicologiche che interagiscono negativamente o positivamente sul comportamento dell’atleta e il suo equilibro psicofisico.

 

Egli deve presentare delle capacità fisiche e tecniche adeguate per poter emergere nel mondo dello sport, ma questo non è sufficiente per avere successo: deve anche possedere caratteristiche psicologiche adatte a sopportare i carichi a cui lo sport lo sottopone.

 

Un’atleta, per quanto ben addestrato e allenato alla relativa disciplina sportiva, non arriva al massimo delle sue prestazioni in una situazione di stress, qual’è la competizione, se la sua personalità non è armoniosamente equilibrata.

 

La correlazione tra prestazione e condizione psichica è legata all’importanza attribuita all’evento sportivo:  allenamento o gara.

Questo vuole sottolineare il peso che ha la “lettura” che lo sportivo da all’evento, sull’esito di una performance, in funzione delle sue aspettative, bisogni e storia personale.

In questo senso è limitativo prescindere dalla personalità di un individuo se considerata solo dal punto di vista motorio e funzionale.

 

Già dai giochi olimpici di Melbourne del 1956 ci si è resi conto di come lo sport sia in relazione alle sue condizioni psicologiche. Da allora l’atleta non può essere preso in considerazione indipendentemente dai suoi aspetti emotivi, affettivi e cognitivi.

 

La competizione per esempio può essere valutata come distonica rispetto alle proprie esigenze psicologiche, in altre parole può essere percepita come una situazione troppo pericolosa, in cui vengono messe in discussione caratteristiche personali come l’autostima e la concezione del sé; situazioni inadeguate per produrre livelli ottimali di prestazione.

 

IMPORTANTE: inserire programmi di consulenza e sostegno psicologico sia nel momento delle gare che durante l’allenamento quotidiano!

 

 

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